Preambolo alla Presentazione
1922 – Scoperta dell’Insulina
: Gli scienziati sono andati in un reparto di ospedale con bambini diabetici, la maggior parte di loro era in coma e morivano per la cheto-acidosi diabetica. Questo è noto come uno dei momenti più incredibili della storia della medicina. Immaginate una stanza piena di genitori che si siede al capezzale aspettando l’inevitabile morte del loro bambino. Gli scienziati sono andati di letto in letto ed hanno iniettato ai bambini il nuovo estratto- d’insulina purificata. Come hanno cominciato ad iniettare, il primo cominciò a risvegliarsi. Quindi uno per uno, tutti si risvegliarono dal loro coma diabetico. Quella stanza di morte e distruzione, è diventato un luogo di gioia e di speranza.
Oggi > A quasi un secolo dalla scoperta dell’insulina, la stanza di morte e distruzione non esiste più, e il luogo di gioia e di speranza si è ampliato e allargato al di fuori della stanza di un ospedale per manifestarsi, alla fine, nelle case, nei paesi, nelle città, sulle montagne più alte del mondo o sui sentieri più impervi, nelle acque libere, nello sport, nel lavoro, negli affetti personali, nei progetti di vita, nella propria famiglia.
Ogni persona con diabete (#ditipo1), oggi, può conquistarsi il proprio spazio di vita e prospettiva. E se lo desidera può scegliere anche di mettere a rischio il proprio recinto di salute o di sottoporre il proprio fisico a sforzi impegnativi e in ambienti ostici.
Non è questa pure una grande conquista, che ci deve risvegliare tutti dal torpore, dai crucci e da quel senso di inadeguatezza e paura, che purtroppo attanaglia ancora molte persone con diabete (#ditipo1), sedentarie o iper attive, grandi o piccine, sedicenti felici o tristi, prigioniere o libere?”

Chi siamo
Diabete No Limits Onlus (DNL) è un’associazione di persone con diabete di tipo 1 impegnate nel racconto e nella diffusione della pratica sportiva responsabile, condivisa e in campo aperto nel mondo del diabete.
Il sito www.diabetenolimits.org (2007-2015) e www.diabetenolimits.com (2016-…) raccoglie centinaia di profili, testimonianze ed esperienze di vita attiva a glicemia controllata.
L’associazione coordina la partecipazione a competizioni e manifestazioni in diverse discipline sportive e promuove stage e campus di approfondimento su terapia, alimentazione, preparazione atletica, fisiologia dello sport, prevenzione degli infortuni, approccio mentale e psicologico, dove atleti con diabete, addetti ai lavori ed esperti interagiscono su un piano bidirezionale di reciproco arricchimento umano, atletico e terapeutico.
Il “nolimits” non è un invito a concepire lo sport come impresa straordinaria, strumento di rivalsa o dimostrazione di forza e muscoli: è invece una provocazione, uno stimolo a non vedere il diabete come un ostacolo invalicabile, a non avere paura e a non vergognarsi dei propri limiti, la cui consapevolezza e accettazione consente invece di superarli. L’obiettivo finale dell’associazione consiste nel formare una generazione di sportivi responsabili, sereni e consapevoli, capace di cambiare realmente prospettiva sul diabete: è dunque necessario fornire alla persona gli strumenti e le conoscenze necessari per vivere al meglio la propria condizione. Il diabete può essere un “mezzo” per conoscersi meglio di chiunque altro, per studiare il proprio corpo e metabolismo, per porsi degli obiettivi e raggiungerli, consci dei propri limiti, come chiunque, diabetico o no, dovrebbe fare. Ci piace pensare al diabete di tipo 1 come un difetto del metabolismo glucidico gestibile attraverso un percorso educativo complesso, ma possibile e realizzabile.
“Insieme è meglio!”: la nostra vera forza è lo spirito di gruppo, inteso non come recinto, rifugio e tanto meno ghetto, ma processo (anche faticoso) di crescita, ricerca e confronto, in condivisione e trasparenza, per aprirsi verso il mondo, la vita e lo sport e così essere persone/atleti anche al di fuori della nostra condizione patologica. “L’atleta con diabete non esiste, ovvero esiste nella misura in cui non è ancora un atleta” … utopia, delirio, provocazione o missione possibile?

Chi non siamo
Tutto il resto, purtroppo, è noia … o quasi!
Lo affermiamo con amarezza … ma, anche a costo di essere considerati “isolazionisti”, la nostra è una constatazione. Ovviamente vorremmo essere smentiti!
[work in progress]