TORX • T1 @ TOR DES GEANTS 2019 - Courmayeur>Courmayeur | 8>15 settembre 2019

TORX | TOR OF DISTINCTION

Blocco 4 – 27 giorni | 20 agosto – 8/15 settembre 2019

Tor X 2019    |    F I N I S H E R    |    117h20min    |    rank 112°

Il Grande Gioco
#TORofDistruction or #TORofDistinction?

That is the Question!
[RACE REPORT WORK IN PROGRESS]

Per il momento abbiamo titolo e sottotitolo …il bla bla Tor seguirà!

 

 

TorBook _ Courmayer-Valgrisenche 50k
Tor Book, Valgrisenche-Donnas k151
TorBook Donnas-Gressonay k 206
TorBook Gressoney-Ollemont k 288
TorBook Ollemont-Courmayeur k 340

 

[race report work in progress]

Cristian > bib number #1006

LIVETRACKING
>> http://live.tordesgeants.it/# <<

ANTEPRIMA #TORPRIME

#TOR IS HERE!
Ci siamo. Poco da aggiungere, e quello che qui aggiungo serve solo ad aumentare la “stratosfera di aria fritta” dei 190 giorni di preparazione in storytelling  e, per chi mi osserva con sospetto, riserve e mi vede come uno sbruffoncello saputello esaltato, innalza ancor più il rischio sberleffo in caso di “game over”.

E aggiungiamola un po’ di frittura all’atmosfera PRIME TOR allora…

In questi 24 giorni di avvicinamento al del Tor X, a modo mio, sono entrato nella fase del cd “tapering”, come lo chiamano i personal trainer, cioè quella diminuzione graduale dei carichi di lavoro per arrivare alla massima forma.
Ho ridotto durata e volume in favore di qualche richiamino di velocità e rapidità (e anche qui nel durante ho tolto ancora cose perchè ne avevo messo dentro sempre un po’ troppa di roba….) mantenendo una quota minima di lavori di core-stability e di elasticità per allungare muscoli e tendini induriti.
Quindi o qualità sul breve (perchè stranamento ho voglia di sentire il cuore battere veloce prima di tenerlo in Z1 per 100 ore di fila) o allenamenti lenti facili facili.
Unica uscita impegnativa medio-lunga da 4h30 sul Baldo Settentrionale a 14 giorni dal via, con sentier ostici al fine di testare l’assetto Tor e in particolare lo zaino e il materiale che ci va messo dentro (ho fatto la prova con l’equipaggiamento da condizioni meteo sfavorevoli dunque con tutto il possibile oltre al materiale obbligatorio).
Sensazioni buone, ginocchia scricchiolanti a parte, per la prima volta in questa lunga preparazione (i 2000 d- di fila in discesa questa volta si sono fatti sentire … ma ho usato calzature finite per risparmiare quelle da gara!).
Ci può stare. Meglio sul monte Baldo che al Tor.
I dubbi arrivano tutti adesso …  L’avvicinarsi del Grande Gioco causa apprensioni  e ripensamenti anche nel più navigato dei trail runner e pure io non ne sono esente.
Ripasso quello che ho fatto, con la memoria, ma anche con numeri e dati inconfutabili, e credo sia stato il massimo possibile per terreno, logistica, situazioni e atletismo:  rimane qualche errore e soprattutto la mancanza di una gita in zone alpine, ma ho compensato con le sequenze di più giorni, i bigiornalieri, la quota e i pernotti in rifugio etc.

Training session sul Monte Baldo in ambientazione invernale

Giochetti mica da scherzi e quindi mi dico: guarda al 99% delle cose fatte e non all’1% di quelle non fatte.
Mi conforta il fatto che diversamente dalle mie precedenti esperienze in modalità #gigatrail, qui la severità dei 25 colli alpini è mitigata da una organizzazione molto più presente, ristori ogni 5/12 km, che significa max 3 ore tra un aid station e l’altra, e gente ovunque, forse fin troppa.
Quindi di solitudine non dovrei soffrire, casomai di insofferenza per iperaffollamento!
Ciò detto questo non rende più difficile o più facile il Tor (25 colli sono 25 colli): lo rende solamente diverso da quello che ho portato a casa in precedenza.
Anzi per la mia “visione” e il mio “approccio” a volte la solitudine è meglio della folla.
Ma anche questa è ricerca di “distinction”, ancor più affascinante, perchè farlo in solitaria è una cosa, riuscirci nella ressa è un mezzo miracolo!
Al di là di tutto quello che può accadere (esaurimento energie, stanchezza, demotivazione, sfinimento, vesciche, dolori, infortunio) Il fattore “meteo” sarà poi fondamentale.
Se si mette male, beh, il gioco si fa duro per tutti, ma qui, ci vuole anche fortuna … un conto è un temporale beccato a 1000-1500 un conto mentre scavalli a 3000 metri … e nelle tendine della Ferrino ci stanno i volontari, giustamente!
Invero l’organizzazione è molto precisa e attenta alla “sicurezza” e per quanto posso aver capito in questi anni da spettatore esterno più o meno attento, se hanno il sospetto che la situazione si faccia difficile veramente, la gara la sospendono o modificano il percorso. Se si va avanti è perchè si può andare avanti. Poi è una questione di percezione individuale, di lucidità mentale. Nella stanchezza e nello sconforto tutto sembra insormontabile, se invece sei un minimo brillante e efficiente, affronti meglio paure e difficoltà intrinseche.
Tenere duro è anche una questione di essersi preparati il terreno di gioco per poter “resistere” , “resiliere” o “perseverare”.

estratto dal regolamento

Come sempre fare tabelle e programmi in una prova così lunga significa in primis “essere pronti a cambiare programma all’istante”, ma a mio avviso una idea di massimo bisogna averla e anche chi dice di non fare piani, in realtà un piano ce l’ha, che può essere semplicemente costituito dal tenere la testa accesa.

Potrei starmene zitto zitto e fare il “segretone”, ma siccome ho deciso di stare al gioco, ci sto fino in fondo.
Per fortuna lavoro, famiglia e altri interessi mi tengono occupato e lontano dalla “dipendenza da gioco” …
Guardando a prove simili svolte nel recente passato, ho dunque impostato un “piano di gioco” piuttosto flessibile che sperò mi consenta di finire più o meno tra le 100 (miracolo!) e le 110 ore (ecco ho dichiarato la mia forbice di tempo, contenti?) sempre salvo imprevisti, salvo meteo inclemente e/o modifiche del percorso/strategia obbligate da fattori esterni. E sempre che i chilometri siano 338 per 24.000+ o giù di lì, perchè se ne sentono di storie sui d+ e sulla lunghezza effettiva del percorso. Ma poi ogni anno quelli che vanno forte abbassano i tempi!
Credo di poter stare in quella cifra, ma ovviamente io il Tor non l’ho mai fatto e, anche se penso che non sia più difficile di una PTL o di una Swisspeaks: è una prova a sè, e i paragoni non si possono fare se non per “gioco”.
Alla fine il crono è solo uno dei parametri di valutazione.
L’altro, non meno importante, è finire in grado di intendere e volere, senza cotte colossali, senza sentirmi eroe o gigante: mi basta spremere un po’ di felicità dal frutto della fatica, ovvero essere capace di dimenticare la stanchezza e il disagio giusto dopo qualche ora di meritato riposo.
E per riuscirci, sono pronto a prendermi “tutto il tempo strettamente necessario”.

Come scrivevo a presentazione di questo interminabile “STORXtelling”:

Voglio essere “finisher of distinction” !
E’ un approccio rischioso, perchè sembri un po’ “masto” […]  Non sarà dunque un “viaggio ebbasta” ma un viaggio di distinzione. Che non significa arrivare in una tot posizione in tot tempo, ma portare a casa una prova di eccellenza,  esprimere cioè al meglio il mio potenziale atletico, mentale, umano e metabolico attuale e non finire con rimpianti per non averci provato.

Ora da qui al via, il riposo è il miglior allenamento (e forse lo sarebbe stato anche qualche giorno prima …. Santo Tapering!).
Continuo a gestire male il sonno tipo “addormentarmi sul divano”, “svegliarmi troppo presto e andare a letto troppo tardi” o “dormire scoperto e svegliarmi infreddolito e poi fare fatica a riaddormentarmi”.
Per fortuna che ci sono i pisolini pomeridiani da 15/20 minuti a salvarmi.
Avrei bisogno di fare i quattro giorni che mancano al via dormendo 8 ore filate a notte … se ci riesco, allora il gioco si farà più divertente perchè potrò svisare meglio e con più “opzioni” tra fasi di sosta, ripartenza e micro cicli di sonno.

Basta con i “giochi di parole” …  “i giochi sono fatti”: è tempo di andare alla montagna.
Portiamoci sulla linea di partenza .
G come GIOCO G come GIGATRAIL G come GIGANTE G come SERIE G …
Ah no, trasferta rigorsosamente in Iveco Massif, già quella una vera prova di resilienza:
Are you ready to play?  Tor X … I love this Game! #Tor As you Are!

Postilla G:
G anche come GROUPIES ….
Cari Groupies, credo sarete meno numerosi di quanto annunciato nei mesi precedenti, molto meno numerosi, per non dire pochissimi.
Comunque ecco alcune note che vi lascio.
Ai precedenti gigatrail cui ho partecipato, non c’era nessuno però, sul posto, perchè erano prove di nicchia, per intenditori (PTL 2016, SWISSPEAKS 2018). Un po’ come la maratona di Reggio Emilia paragonata a NY, Londra o Berlino.
So che il mito del Tor attira, ma già ci sono 1000 coglioni sul percorso + 1 supercoglione (cioè io) … e non so quanti altri coglioni accompagnatori e coglioni tifosi … quindi siete i benvenuti, ma GUAI a chi mi chiama per chiedermi dove e quando passo …. Sono cazzi vostri capirlo utilizzando le piattaforme messe a disposizione dagli organizzatori.
E soprattutto dovete essere invisibili e discreti … e rispettare il regolamento.
Dalle basi vita state lontani, impossibile entrare senza pass, e poi quando uno arriva deve pensare a come organizzarsi, il borsone, lo zaino, curarsi i piedi, chiamare i famigliari, mangiare, microsonno, già di per suo breve e talvolta difficile coricarsi specie se devi rispondere a destra e a manca.
Se venissi penalizzato per assistenza non autorizzata perchè un “diabetico del cazzo” o un “groupies del menga” non rispetta le regole di ingaggio per supportare un “diabetico del cazzo che corre il Tor” mi incazzo come una iena.
Studiate le mappe, andate sul sito www.tordesgeants.it, chiedete a chi il Tor l’ha già fatto e posizionatevi strategicamente.
Vi abbraccerò, vi saluterò, mi fermerò anche a scambiare qualche parola. Filmate tutto con i vostri smartphone per verificare che ciò che prometto farò e per testimoniare il mio stato psico-fisico.
Pubblico qui anche il mio roadbook con i tempi stimati di passaggio, che ovviamente sono da VERIFICARE sul live trail della gara e non chiamandomi al telefono (a partire dalle 24 ore precedenti il via della gara).
Vi premetto, inoltre, che in gara userò un numero diverso dal mio, noto solo agli organizzatori, alla mia compagna e a qualche aficionados rigorosamente selezionato.
Ovviamente poi leggerò e risponderò a posteriori ai messaggi delle varie chat.
Ciò precisato, siete i benvenuti e vi LOVVO tuttissimi!