DNL @ EASD 2018

Berlino, 3 ottobre 2018

DNL @ EASD 2018
“Wir sind Berliner”

Testo a 6 mani by A. Benso, C. Agnoli, E. Gamarra

Se il popolo tedesco il 3 ottobre 2018 ha festeggiato la ricorrenza della riconquista dell’unità nazionale nel 1990, per il popolo DNL questa data verrà invece ricordata come il giorno del debutto internazionale, nel mondo scientifico diabetologico (o supposto tale),  di una “associazione di persone con diabete di tipo 1: il nostro piccolo laboratorio dal basso a fianco dei massimi luminari internazionali.

In rappresentanza DNL, sul posto stazionavano i docs “resident” Andrea Benso e Elena Gamarra con “imbucato speciale”, il presidentissimo Cristian Agnoli, nominato per l’occasione addirittura “Caposcuola”, così come da comunicati stampa ufficiali SID:
“Negli sport di endurance, anche per l’atleta DMT1, i CHO rappresentano il principale substrato energetico per la massimizzazione della performance. Spesso il confine tra integrazioni a fini energetici e a fini “glicemici” è sottile: come riuscire a conciliare prestazione atletica, assunzione di CHO, terapia insulinica e profilo glicemico? È fondamentale una profonda conoscenza del proprio diabete (insuline, ruolo dei macronutrienti, autocontrollo) ma anche un approccio “evolutivo”, che sappia mediare tra fisiologia dell’esercizio e peculiaritàdel DMT1. Questa “studio” è un concept ideato da atleti con diabete di tipo 1 condiviso con addetti ai lavori: non è tutto ciò un bell’esempio di educazione terapeutica 2.0?”

Alle h 13.15 del 3 ottobre, dunque, durante la sessione poster PS022 (“Exercise is good for you”), ha luogo lo storico debutto al 54° Congresso Europeo di Diabetologia (EASD, European Association for the Study of Diabetes, Berlino 1-5 ottobre 2018), dove la nostra Doctress Gamarra ha presentato i risultati del “Diabetenolimits Master Camp Trail Running” del febbraio 2017 (link).

D’accordo non eravamo alla consegna del premio Nobel, ma tenete conto che quello dell’EASD è uno dei congressi di maggiore importanza internazionale con partecipanti da oltre 40 paesi.
L’occasione era tale che ha presenziato addirittura il Presidentissimo in persona (con viaggio a/r in giornata low cost Ryanair autofinanziato !!! … e chi lo trova uno sponsor  a uno così? Per la strabiliante cifra di … 32 euro! E ovviamente non possiamo svelarvi come è riuscito ad infiltrarsi al Congresso senza sborsare i 600 euro per il pass!)
Anticipiamo qui, sempre e rigorosamente in inglese, l’estratto dell’intervento di Elena Gamarra, così come ci è stato richiesto per la pubblicazione sul prossimo numero dell’European Journal of Medicine, che dedicherà uno speciale ad una selezione di poster EASD (tra cui il nostro ricade e ovviamente tutti i diritti riservati … occhio, i nostri avvocati sono agguerritissimi!)

TITLE: Implementation of an aggressive management of insulin therapy and carbs intake during a trailrunning endurance competition in athletes with type 1 diabetes (T1D)
Authors: E.Gamarra, A.Benso, C.Agnoli,L.Nollino,M. Miccio, M.Sudano, M.Vasta
Background: the idea to test the implementation of an aggressive insulin and carbs strategy approach to T1D athletes in real-life situation as a trailrunning endurance competition, came from a group of T1D amateur athletes members of Diabete No Limits (DNL), an Italian non-profit organization, which involved in this project a team of volunteers made by doctors, trainers and DNL fellows.
The starting point were recommendations and guidelines given to people with T1D doing exercise, focusing almost exclusively on BG levels and on hypoglycemia risk, through a conservative reduction of insulin and/or by assuming carbs on a defensive eating basis, while, on the other hand, for non-T1D endurance athletes a high carbs supplementation strategy is strongly suggested in order to maximize the performance. 1,2
Since the physiology of energetic substrate utilization is the same regardless of the presence of T1D, what if applying a similar approach to T1D endurance athletes?
Material and methods: in 2017 DNL enrolled 8 T1D athletes, well trained to endurance activity, 6 in MDI and 2 in CSII therapy (7 males, 1 female): mean diabetes duration was 20 yrs (range 9-37 yrs), insulin requirements low to moderate (range 0.26-0.59, mean 0.46 U/Kg), and glycemic control good (HbA1c range 6.7-7.8, mean 7.3%).
The day before the competition athletes did functional tests to assess aerobic heart rate (HR) threshold and VO2max (55-64.3, mean 59.2), and a briefing was held focusing on metabolism physiology and on the scheduled collecting data protocol for the race day.
The task for athletes was to maximize running performance without reducing the insulin basal rate and boluses before, during and after the competition and by strongly supplying with carbs.
At the end of each lap runners had a quick stop in a dedicated transition area to check blood glucose (BG), lactates, HR, carbs intake and Borg scale, as well as to verify pace and lap time, to consider further carbs or insulin integrations, basing primarily on athlete experience and secondly on medical staff advice.
Available carbs were fast acting gels, long acting maltodextrine gels, moderate long acting bars and isotonic beverages.
Results: bad weather conditions made the 6k 300d+ circuit track very though, but all athletes completed 3 to 4 laps  within the race limit time of 3 hours.
All subjects actually maintained their insulin doses, carbs integration range from 30 to 83 gr/hr, with 50% athletes taking more than 60 gr/hr and the other 50% taking slightly to moderate less than that.
HR was maintained in zone 2 and 3, rising to zone 4 for some very short time and lactate levels profile confirmed that energy supply was supported by aerobic metabolism (mean lactate peak value 3.5, range 1.7-9.6 mmol/L).
Despite a mean carbs integrations of 57 gr/hr, we observed a mean BG reduction of 83 mg/dl, which dropped from a mean of 201 to 118 mg/dl, without any severe hypo/hyperglycemia (range of BG 62-242 mg/dl).
None of the athletes suffered nausea or gastrointestinal discomforts.
Conclusions: T1D athletes doing endurance competition in order to maximize their performance should not exclusively focus on BG levels, risk of hypo- or hyperglycemia and “defensive eating-based” carbs intake but consider a “performance-based” carbs strategy, throughout a decision-taking process balancing peculiarities of T1D with exercise physiology, athletic goals, duration and intensity of the effort, fitness level and nutritional demands.

REFERENCES:
Thomas D.T. et al, Position of the Academy of Nutrition and Dietetics, Dietitians of Canada, and the American College of Sports Medicine: Nutrition and Athletic Performance. Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics. 2016;Volume 116,3:501-528
Riddell M. et al, Exercise management in type 1 diabetes: a consensus statement. Lancet Diabetes Endocrinology. 2017;Volume 5,5:377-390

  • I dati raccolti durante la prova di trail running “6 Ore Pastrengo Trail edizione 2017)” oggetto dello studio osservazionale, sono disponibili a questo link del sito DNL.

 

il poster DNL nr. 433

L’esposizione della dott.ssa Gamarra (ovviamente in inglese) ha aperto la “session” ed è stata chiara e incisiva.
La discussione, pur breve per motivi di tempo (circa 8 i minuti totali concessi tra relazione e question time!), è risultata costruttiva (per quanto forse l’uditorio non fosse forse ancora sufficientemente pronto e maturo per recepire la modernità dei messaggi DNL ?? ) e il moderatore ha consentito ben tre domande e tre risposte (due a cura di Elena e una del Presidentissimo, che come al solito si è intrufolato anche quando di mezzo c’è la lingua inglese ….).

Tra i numerosi poster scientifici, nella sezione dedicata all’esercizio fisico, stazionavano illustri lavori di rinomati esperti. E ovviamente la delegazione DNL ha assistito in religioso silenzio e con orecchie ben aperte.
Ad ognuno fare le proprie considerazioni, anche dopo aver letto l’abstract qui sopra riportato o aver approfondito sul sito EASD, ma vi segnaliamo alcune peculiarità del nostro studio che da sole, a nostro avviso, “sdoganano” l’approccio “evolutivo” made in DNL rispetto agli altri lavori su “esercizio fisico” presenti in questa occasione:

  • situazione real-life di gara vera con atleti “amatori” dall’elevato potenziale atletico (Vo2max media 59)
  • profilo metabolico/ponderale più che accettabile dei soggetti dello studio (media A1C 7,3 • media BMI 22)
  • approccio “aggressivo” e non difensivo sia a livello terapeutico (insulinizzazione non diminuita) sia nutrizionale (performance carbs strategy vs defensive eating strategy)

Evidenze davvero “hors categorie” rispetto a quelle  degli altri poster , in particolare per alcuni parametri (vedi ad esempio Vo2max = 40, BMI > 25 … e fabbisogno insulinico giornaliero 50 ui)

Il poster di Riddell, nr 435

“Epico” momento quando, dopo aver ascoltato l’esposizione riguardante l’interval training a elevata intensità (HIIT) nel DM#tipo1 (vedi immagine) un attento e scaltro Presidentissimo, pronto ad alzare la mano, è riuscito a vincere la concorrenza di tutti gli altri (forse grazie al suo look improbabile …) e porre una delle due domande  concesse dal moderatore al Prof. Michael C Riddell, diabetologo di fama internazionale, esperto riconosciuto di diabete tipo 1 e attività fisica, nonché autore delle pubblicazioni scientifiche più rilevanti e note in questo ambito specifico.
Ebbene, nonostante la distanza “accademica” fra i due ( e ci mancherebbe ….) , è stato un confronto “inter pares”, in cui il Prof. Riddell, privo della spocchia e della saccenza tipicamente italiche, ha dichiaratamente riconosciuto l’appropriatezza dell’intervento e della puntualizzazione richiesta (il suo galoppino invece, era un po’ più “anal retentive” … ).
Per fortuna che poi non c’è stato tempo di approfondire perché in realtà il Presidentissimo stava per fargli uno dei suoi pistolotti e non sappiamo come il Prof. l’avrebbe presa!!!!

poster nr 436, quello del “galoppino” di Riddel 🙂

Il dottor Benso invece, nell’accomiatarsi dallo stimatissimo professore canadese, si è sentito dire: “Do we know at each other?” … ovvero “ci conosciamo?”
Evidentemente anche oltreoceano, e non solo tra i pochi affezionati lettori di DNL, il volto del dottor Benso è noto. Chissà se da ciò potranno nascere future e proficue collaborazioni?
Il nostro poster è rimasto affisso per tutta la durata del congresso, e chissà quante “visualizzazioni” avrà avuto!
La nostra diligentissima doctress Gamarra ha poi provveduto a recuperarlo e riconsegnarlo nelle mani del Presidentissimo a cose finite.
Il pregiato reperto è ora affisso nella sede DNL di Garda VR.
Chi desidera osservarlo dal vivo, può concordare, previo richiesta scritta a presidentissimo@diabetenolimits.org l’accesso ai locali e/o anche una visita guidata. Tuttavia, prenotatevi con largo anticipo, anche perchè la preziosa reliquia tipografica è stata già richiesta da importanti società scientifiche e sedi congressuali e potrebbe non essere disponibile in alcune date.

Chiudiamo questo redazionale con una riflessione del nostro dottor Benso:
“Dopo aver partecipato a questo congresso (mancavo sulla scena internazionale, pur sempre da uditore, da alcuni anni), la mia personale considerazione è che, in ambito scientifico diabetologico, il tema “esercizio fisico in atleti con diabete tipo 1” rimane ancora molto di nicchia. Nondimeno, ci sono alcuni “esperti” che se ne occupano con una visione sicuramente più aperta di quanto non accada negli ambulatori diabetologici territoriali in Italia. Tuttavia, quello che ancora manca, a mio modesto avviso, è proprio l’integrazione con la “sperimentazione dal basso” di cui DNL è invece espressione.
Una breccia in ogni caso è stata aperta! Dovremo essere bravi, come gruppo DNL, a fare in modo che non rimanga un episodio isolato, proseguendo voi atleti a correre, a pedalare e a fare i report “ben argomentando” (!!!) e noi medici a dialogare, a confrontarci e, laddove possibile, a supportarvi”.

Intanto, dopo il necessario recupero, siamo già pronti con idee e proposte sperimentali da effettuarsi tra il 2019 e il 2020 … sempre  dal piccolo laboratorio #ditipo1 che si chiama “Diabetenolimits”!
Fatevi trovare pronti! I requisiti atletici e metabolici si fanno sempre più severi. Daltronde, oramai, abbiamo una reputazione da difendere!